Sep 02

Devo essere proprio piena di tossine, come ha chiaramente mostrato il pediluvio detossinante che mi sono concessa l’altro giorno…perchè anche stanotte ho avuto sogni agitati. Avevo in casa ben due copie di Illary Blasi e per liberarmene le ho gettate dal balcone. Si sono spiaccicate sul terreno sottostante ma nessuno è risalito a me.
Liberatomi di Illary, la casa mi si è invasa di bambini: bebè che gattovano, cinquenni che correvano, ottenni che saltavano. Li prendevo e li buttavo sul pianerottolo ma loro tornavano dentro dalla finestra. Era estenuante e infatti mi sono svegliata agitatissima.
Invece ero solissima nel mio letto, così con uno sgrunt di soddisfazione mi sono spalmata in diagonale sotto le coperte, occupando più spazio possibile.
Però non sono ancora del tutto detossinata/pacificata infatti ieri quando in piscina ho sentito gridare: “Mamma!” mi sono subito voltata. Hanno la voce tutte uguale queste bambine? O il mio cuoricino ha ancora troppe particelle di mammite?
A pranzo, per esempio, lancio sguardi teneri a una bebeina che dal seggiolone del tavolo di fronte si ingozza di passati di verdura e creme di riso.
Comunque non è che qui in beuty-farm la vita non sia esente da rischi e pericoli: stamattina in palestra mentre spingevo con vigore sui pedali dell’ellitica mi si è ingarbugliato il cordoncino con cui tengo al collo ipod nella maniglia della macchina, per liberarlo ho avuto un contraccolpo e per poco non mi strozzavo. Come Isadora Duncan con la sciarpa che le si è impigliata nella ruota della sua decapotabile e l’ha strangolata.
Però ho fatto colpo su due omarelli: uno è sposato e l’altro ha il borsetto.

P.S. Nuovo post di Silvia su Ringhiandoalmondo

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Aug 31

Ci ho pensato molto prima di decidermi a fare questo post.
Ho pensato fosse rischioso, temevo di attirare antipatia…diciamolo pure anche un po’ di odio.
Poi però ho deciso di rischiare, in fondo è giusto che condivida con voi anche questo: mi faccio una settimana di pacchia da sola alle terme con beauty farm!
Dopo tredici anni di maternità a tempo pieno, un conguaglio di sfighe da far paura e una cucina distrutta, Sant’ ha deciso che me lo meritavo. Ho ringraziato e sono partita!
Ieri ero così contenta ed eccitata che zampettavo tra piscina coperta, scoperta, idromassaggio, sauna e bagnoturco come un bambino iperattivo, non mi sono fermata a far niente ma entravo e uscivo da tutte. Stanotte ho avuto due incubi: nel primo una vera strega Varana della Melevisione aveva preso il potere a casa mia. Ma nel secondo la casa andava a fuoco e quindi il problema della Varana si risolveva da solo. Infatti non mi preoccupo, penso che gli incubi siano un residuo di senso di colpa per abbandono del nido.
Ma sono sicura che stanotte ronferò alla grande.
Qui si sta benissimo, adoro la solitudine. Solo nei momenti dei pasti la situazione è un po’ strana. A pranzo smanettavo con il telefono e il mio vicino di tavolo mi ha attaccato una “pezza” lamentandosi che suo nipote è una cozza con il Ds.
Allora ho detto: “Ah no! Sono contraria!” e così poi fortunatamente mi ha lasciato in pace.
Dall’altro “confine” del mio tavolo c’è invece una bella signora sola che mi saluta. Stasera, dopo aver gustato come frutta dei fichi divini, volevo alzarmi da tavola con una battuta gentile.
Ma mi è solo venuto in mente: “Le consiglio i fichi” e così ho lasciato stare per non essere fraintesa.

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Aug 30

Volare

By extramamma cibo 10 Comments »

Ieri mattina a casa mia.
I lavori per ricostruire la mia sfortunata cucina fervono. Nel frattempo noi viviamo un po’ ristretti nelle altre stanze della casa. Anche la sala è fuorigioco perchè ospita i mobili smontati della cucina, quindi la colazione si fa a letto.
Sarebbe anche bello e intimo, ma bisogna ricordarsi di prendere qualche precauzione. Tipo muoversi in maniera strategica.
Ma non tutti sempre si ricordano di farlo…
Emma ed io avevamo appena terminato di mangiare i cereali sedute di lato sul letto con davanti il tavolino basso (tipo coffee table) apparecchiato con i bicchieri, le ciotole e le tazze.
Atmosfera rilassata. Coccole e carezze. Poi l’azione.
“Emma su alzati adesso! Facciamo la doccia così poi ci vestiamo!”
Mia figlia è sdraiata sul letto a pancia in giù, agita con forza le gambe dal ginocchio in giù.
“Che bello mi sembra di volare!”
Le sue gambe sono lunghe, magre e pericolose.
“Volo!”
Il piede destro finisce direttamente nella ciotola semivuota dei cereali, dove è rimasto un po’ di latte che schizza ovunque. La ciotola colpisce la tazza del caffè che cade sul bicchiere d’acqua ancora pieno che innonda tovaglietta, tavolino e pavimento.
Emma: “Oh! Oh!”
Urlo: “Ma porca…####****¥¥¥….!” e mi escono tutte quelle parole che le mamme non dovrebbero mai dire.

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Aug 28

Ho visto alla televisione inglese una trasmissione molto divertente e interessante, una sorta di reality in cui i figli, contattati da una troupe televisiva, sceglievano loro dove andare in vacanza con i genitori.
E naturalmente la facevano pagare con gli interessi a mamma e papà.
Nella puntata che ho guardato c’erano tre bambini, maschietti di 5, 8 e 10 anni, che decidevano di andare in Alaska.
Facevano loro i bagagli: per la mamma avevano buttato in valigia molte mutande tanga, canottiere e una maschera da vampiro. Per il papà era andata meglio. Poi ai genitori veniva comunicata la meta della vacanza e le regole a cui sottostare: i bambini decidevano le cose veramente isopportabili che di solito i genitori volevano fare ed erano severamente vietate. Tipo lo shopping per la mamma, le passeggiate per il papà, pranzi troppo lunghi al ristorante, obbligo di mangiare le verdure. I genitori dovevano giurare di non farle o proporle mai, pena sottostare a dei castighi. In quella puntata la mamma è andata a comprarsi un po’ di felpe e maglioni (per non congelare in tanga e canotta) ma secondo i bambini ha indugiato troppo.
Allora è stata punita. Ha dovuto sottostare a una prova di coraggio: guidare il fuoristrada guadando un fiume.
La poveretta urlava dalla paura ma poi è andata. E la troupe ha filmato tutto impietosamente.
Un’altra punizione è stata ballare la danza del ventre in hotel: sia per il papà che per la mamma.
Ovviamente era tutto predisposto per catturare più audience possibile e alla fine del viaggio i genitori erano sorridenti e anche se un po’ provati. Però questo esperimento vacanziero mi ha fatto riflettere: è logico che i nostri figli se fossero interpellati sarebbero prontissimi a dire quello che non vorrebbero più essere costretti a fare in vacanza: dalle cose più banali come aspettare di aver digerito prima di fare il bagno a non poter comprare tutti i gadget possibili. Prevedibile anche l’idea dei viaggi avventurosi, ma è l’idea della vendetta, dell’attuazione della legge del contrapasso che mi ha particolarmente colpito.
Mi vengono i brividi cervellandomi per capire cosa mi farebbero fare le mie figlie se prendessero potere: forse una settimana sulle montagne russe?
Pensione completa a “La casa della porchetta” in Islanda?
O mi obbligherebbero a guidare fra i tornanti del Pordoi?

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