Extramamma
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Facebook vintage

2013 May 14
by patriziavioli

L’orizzonte si è rischiarato, ultimamente le cose vanno meglio.
L’ondata negativa sembra essere arretrata.
Ho creato un mini-orto sul balcone, mi diverto a fare un sacco di foto con Instagram e ho ritrovato un po’ di tempo e concentrazione per scrivere. Sono stata brava e oggi ho finito il quarto capitolo del nuovo romanzo. Mentre a sorpresa Affari d’amore, a un anno dall’uscita, in promozione nella versione ebook (a solo 1.99) su Amazon è anche entrato in classifica.

Adesso riprendo anche a scrivere il blog e sono a posto!
Però il mese di maggio è sempre sinonimo di stress scolastico. Le mie figlie a scuola vanno bene però si discute perchè i punti di vista di un adolescente non coincidono quasi mai con quello dei loro genitori. Quindi spesso è difficile riuscire a non imporre il proprio parere, criticare, intromettersi….
Per me era così fino a due giorni fa, quando ho ritrovato il mio diario scolastico di terza liceo scientifico.
Un libretto verde dalla copertina lisa, coperta di adesivi che era già stato scoperto da Emma due anni fa durante lo sgombero della casa di mia madre ma in quei giorni avevo archiviato senza attenzione in un cassetto della libreria. Dimenticato fino a l’altro ieri, quando dovevo scrivere e finire il quarto capitolo e invece cazzeggiavo cercando pretesti per posporre il lavoro. Così per perdere tempo ho aperto il mio vecchio diario…

E ho avuto la conferma di essere sempre stata demente.
Ricordavo con allegria gli anni del liceo e le furbate che ho fatto per sfangarla fino alla maturità, ma avevo rimosso i dettagli più imbarazzanti. Le battutine stupide, le barzellette scontate, le scorciatoie patetiche per non farmi interrogare: tutto è documentato senza censura… anche la mia mediocrità scolastica.
Mi sono sempre vantata con le mie figlie di essere stata bravissima in italiano e inglese e invece alla fine in pagella avevo solo 6! Però ero fichissima, in storia e filosofia, (vabbè avevo 7) cosa che assolutamente non ricordavo. In matematica, fisica mi giustificavo a più non posso. Avevo fatto anche uno schemino delle giustificazioni per regolarmi meglio e studiare il meno possibile. Poi una pagina utilissima dove mi allenavo per falsificare la firma di mia madre (poi l’ho coperta di adesivi per mimetizzarla). Insomma una schifezza di alunna.
Però mi sono divertita.
Proprio in memoria di queste bravate adesso non ho più il coraggio di criticare le mie figlie, ero molto peggio di loro. E ai tempi in cui non solo non esisteva Facebook nel mio diario ho trovato appicicate foto di adolescenti in bikini, già ci si mostrava e pavoneggiava…in tre pagine diverse c’ero io, Carla e Brunetta e i miei compagni “mi piace” l’hanno scritto a penna di fianco.

Una serata particolare…

2013 April 22
by patriziavioli


Sabato sera Sant’ ed io siamo andati fuori a cena.
Una serata a due: dopo che abbiamo attraversato momenti difficili doveva essere un toccasana e uno svago piacevole. Eravamo anche un po’ emozionati. Il ristorante l’ho scelto io: c’ero stata con una mia amica ed ero rimasta colpita dalla cucina particolarmente deliziosa. Infatti abbiamo mangiato molto bene, sorseggiato prosecco, chiacchierato e scherzato.
A fine serata siamo usciti da locale allegri e spensierati. Sotto la pioggia.
L’unico lato negativo…
Le nostre figlie erano state con i loro amici e quando ci siamo ritrovati tutti a casa: eravamo la versione saturday night della maledetta famiglia del Mulino Bianco.
Al momento di dormire Sant’ ed io ci siamo augurati la buonanotte promettendoci altre seratine simili. Peró tre minuti dopo aver spento la luce, il compagno della mia vita mi ha detto che sentiva un dolorino allo stomaco.
Ho commentato che mi dispiaceva e poi ho abbracciato con affetto il cuscino, convinta che presto si sarebbe sentito meglio. Ero stanca e volevo solo addormentarmi.
Dopo dieci minuti, Sant’ ha pensato di non aver digerito bene e deciso di andare in cucina farsi un the. Ho annuito girandomi fra le coperte.
Mezz’ora dopo ha cominciato a passeggiare su e giù per la camera sempre più inquieto.
Poi ha deciso che avrebbe portato fuori il cane per muoversi un po’.
Era passata mezzanotte, diluviava e il cane russava beato dopo aver già fatto la passeggiatina serale: ho cominciato a sospettare che qualcosa non andasse proprio bene.
Infatti poco piú tardi il suo malessere ê aumentato e vi risparmio i dettagli.
Alle 2 Sant’ era piegato in due e ululava abbracciato al water.
Il romanticismo della serata oramai si era decisamente perso.
Alle 2,30 sembrava dovesse partorire. Magari anche due gemelli.
Non essendo biologicamente possibile, sotto la pioggia battente, superando me stessa in una prova di guida acrobatica, mi sono messa la tuta sopra il pigiama e con la crema da notte in faccia, l’ho portato al Pronto Soccorso. E menomale che a quell’ora c’era poca gente.
Era una colica bastarda causata da un (già noto) calcolo alla cistifellea.
Sant’ ha urlato di dolore fino alle 4.30.
Pareva proprio in travaglio, anche l’antidolorifico in vena sembrava non fare effetto. A un certo punto, disperato, ha fatto anche la respirazione che aveva imparato quando era venuto con me ai corsi preparto.
Poi ieri mattina l’hanno operato e gli hanno tolto la cistifellea.
Ora sta “bene”.
La nostra seratina romantica è stata veramente indimenticabile!

Mai più senza

2013 April 10
by patriziavioli

Dopo giorni di tempo orrendo, oggi finalmente c’era il sole e sembrava anche primavera: in centro a Milano, erano tutti gasatissimi e felici. E anch’io condividevo, timidamente, l’euforia collettiva.
Dopo un paio di mesi veramente orrendi, adesso sto un po’ meglio.
Riesco a concedermi un po’ di ottimismo anche perchè ho trovato la mia droga.
L’elemento che mi aiuta a non pensare troppo.
Mi sento bene solo quando guardo Gossip Girl, una sitcom per adolescenti che mi ha segnalato mia figlia, lei ne ha visto poche puntate, mentre io non riesco più a smettere!

Come un’allocca, sono stata catturata dalle storie di una banda di rampolli snaturati dell’elite newyorkese.
Un Beautiful di un manipolo di personaggi assurdi e leggermente tecnologizzati: il titolo è mutuato infatti dai pettegolezzi che una fonte anonima spiattella via web, gridando al mondo segreti e avventure peccaminose dei protagonisti.
Alla mia età dovrei essere più saggia, ma negli ultimi tempi, la demenza delle storie di questa soap è stata un grande svago e ora sono assuefatta. Non posso più passare la giornata senza la mia puntatina.
Sì, mi vergogno. E fare outing è il primo passo verso la terapia di disintossicazione.
(Spero)
Ora sono alla quarta stagione: il plot è ampiamente degenerato rispetto all’inizio della serie. Le vicende che dovevano essere dedicate ai tempi classici dell’adolescenza: prime esperienze amorose, problemi scolastici, conflitti con i genitori, hanno virato verso intrighi assurdi e improbabili.
Lavoro facile per gli sceneggiatori che possono inventare di tradimenti, bancarotta, scandali sessuali, figli e congiunti perduti e ritrovati senza preoccuparsi delle conseguenze! I protagonisti litigano, si diprezzano, giurano vendetta ma poi tornano amici e tutto ricomincia da capo.
E’ talmente trash da risultare ipnotico.
E questo deve essere il segreto del successo della soap che è andata avanti a gonfie vele fino alla sesta serie.
Mi è appena venuto in mente che mi sono sciroppata con diletto misto a disprezzo (ma comunque inchiodata davanti alla cattiva recitazione dei protagonisti) anche tutte le stagioni di Desperate Housewives, quindi forse sono grave: ho una pericolosa predisposizione alla tv spazzatura.
Preferisco questo piuttosto che ascoltare commenti, TG, talk show, opinioni e quant’altro sui nostri canali. Meglio Chuck che seduce Blair che odia Jenny sorella di Dan amico di Nate che ama ancora Serena figlia di Lily sorella di Eric che vede Damian ma non dovrebbe anche perchè lui è figlio di un ambasciatore ma spaccia.

Un pericoloso unicorno

2013 March 26
by patriziavioli

Che non sia un periodo gioioso l’ho già scritto.
Ma essere ferita da un unicorno è un’altra cosa.
Diciamo pure la quintessenza della sfiga. Anche perchè gli unicorni non esistono.
Invece sono riuscita nell’impossibile. Ecco la prova:

Una stigmata da unicorno, occultata da cerotto, nella mano destra.
E’ andata così: il grazioso unicorno bastardo, gentilmente regalatomi da Emma per Natale lo scorso anno, era in versione soprammobile, sulla mensola della libreria.
Cercando un libro l’ho scontrato e stava per cadere. Per fermarlo, non so come, gli ho dato una manata e lui, cattivo come un serpente a sonagli, ha reagito e mi ha infilzato il corno nel palmo.

Lavorando di fantasia, solo un pochino, potete immaginare i porconi che ho tirato.
Non li scrivo per non essere volgare.
Lo stress di questo periodo si riflette anche sulle mie già scarse abilità culinarie.
Ieri sera ho sbagliato a salare il minestrone. Ho cercato di far finta di nulla innondandolo di crostini, arricchendolo con un giro d’olio di oliva.
Ma le mie figlie giravano il cucchiaio nel piatto perplesse.
Alla fine ho dovuto accettare l’evidenza e ho detto ad Anita:
“Sembra di succhiare una conchiglia”
“E’ vero, è salato come il mare”
Non ho avuto cuore di proporlo al cane e così l’ho affidato al water.