Extramamma
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Paris Hilton de’ noantri

2014 November 25
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by patriziavioli

disclamer: scrivo poco ma solo storie vere :)

Sono andata dal parrucchiere per l’agognato taglio scalato. E sono stata molto fortunata, non solo per il taglio, soprattutto per l’ambiance.
Mentre ero seduta sulla seggiolina aspettando il mio turno, è entrata come un ciclone nel negozio una ragazza bionda e boccolosa travestita da diva. Aveva gli occhialoni neri, anche se erano le diciassette di un piovoso pomeriggio di novembre, un cappellino, stivali alti e un chihuahua in una borsa fucsia di panno lenci. Ad accompagnarla, naturalmente il manager-factotum-bodygard. Brutto ma giovane, tatuato, pelato e sempre al telefono.
“Mi devo mettere le extentions, qui e lì, perchè devo fare un film”, ha spiegato al coiffeur con leggero accento romano da vera attrice.
“Prego si accomodi”
“Si pronto…non se ne parla neanche…mi richiami lei”, declamava il manger-factotum-bodyguard al cellulare, mentre la bionda si sedeva, toglieva il cappello e parcheggiava su uno sgabello la borsa-cuccia con il cane.
“Vede qui ho più capelli che lì”, mostrava la diva al parrucchiere, “Vorrei pareggiare la situazione perchè sa se mi inquadrano da questa parte…”
“Sarebbe un bel guaio”
“Eh, infatti! sono preoccupatissima”
“Adesso risolviamo”
Mentre lo staff del negozio cercava nei cassetti ad hoc le ciocche del giusto colore, una cliente seduta vicino a me, sussurrava con un po’ di malignità: “Lo sospettavo che quelle della TV e del cinema fossero piene di capelli finti!”
Il manager-factotum-bodyguard intanto era uscito e rientrato nervosamente dal negozio almeno tre volte, atteggiandosi come se dovesse salvaguardare la sicurezza di Obama. Un paio di signore di una certa età, sedute vicino alla porta, sbuffavano infastidite per le correnti d’aria fredda provocate da quest’andirivieni tattico.
“Uffa! Ho la cervicale!”
Poi finalmente le ciocche della giusta tonalità di biondo sono state trovate.
Il manager-factotum-bodygard si è assentato per un po’ e l’inserimento extention è cominciato.
Il parrucchiere, come da copione, cercava di fare conversazione.
“E il suo cane come si chiama?”
“Stella”
“E sta sempre dentro alla borsa?”
“Noooo, delle volte sta anche nelle camere d’albergo, o nei camper quando giro un film…”
“E non lo porta mai a fare un giro?”
“Al mio cane non piace camminare!”
In quel momento però, inavvertitamente, una signora ha scontrato lo sgabello con la borsa-cuccia, (la diva aveva lasciato ingenuamente aperta la cerniera) e il cane Stella si è lanciato fuori!
Freedom!
Ha cominciato a correre come una trottola iperattiva, avanti e indietro in ogni angolo del negozio. Purtroppo la sua padrona non ha potuto alzarsi per riacchiapparlo in tempo, (era un momento topico dell’attaccatura di un’extention) e quindi Stella, inseguita da una volenterosa shampista, sentendosi braccata, dallo stress, ha marchiato il territorio.
Una pipì sul tappeto d’entrata del negozio. E poi ha morsicato la ragazza che è riuscita finalmente a placcarla.
“Oddio! Noooo! Quanto mi dispiace! Non è mai successo prima!”, la giovane diva era costernata, voleva anche pulire per rimediare al danno, ma le è stato impedito.
Archiviato l’incidente, l’inserimento extention è continuato e così la conversazione:
“Quanto tempo ha il suo cane?”
Al lavatesta qualcuno ha sibilato una brutta cattiveria, ma la giovane diva fortuntamente non ha sentito. Ha preso invece in braccio Stella e l’ha baciata con trasporto.
“Ha solo otto mesi, il mio tesoro!”
Stella come cane non era niente di speciale. La giovane diva invece era veramente una ragazza bellissima, peccato per la carenza di neuroni.

Tafferugli alla toilette

2014 November 3
by patriziavioli

Domenica pomeriggio in coda alla toilette in uno dei bar più eleganti nel centro di Milano (che, da grande esperta internazionale, frequento soprattutto per la qualità dei servizi, ma forse dovrò rimuovere dalla mia google map dei bagni pubblici).
Quando arrivo ci sono due signore in attesa.
Dalla toilette delle donne esce, sbattendo la porta, una bionda riccia, truccata, elegante e indiavolata.
Si rivolge direttamente alle due donne urlando: “Alloraaaaaa?!?!? Chi ha bussato alla porta?”
Prima che le due signore bene, una più giovane e una più anziana, possano riprendersi dallo choc dell’aggressione, continua, ringhiando con gli occhi che schizzano dalle orbite:
“Ecchecavolo!!!! Chi era che aveva così fretta!?!??”
“Ma veramente…”
La bionda minacciosa sembra pronta anche a menare.
Allora la più giovane delle due signore aggredite, sceglie la delazione e sbotta velocemante:
“Lei ha bussato! E’ stata lei!”
Indica l’anziana e si infila velocissima e vigliacca nella toilette finalmente libera.
L’anziana incassa, mentre la bionda aggressiva, andandosene, le lancia uno sguardo di disprezzo.
Incredula, cerco di stemperare la tensione.
“Ha fatto la spia come all’asilo…neanche a casa si litiga così”
“Infatti, almeno da me ci sono due bagni”, si consola l’anziana signora, scuotendo mestamente la testa.
In quel momento la spia esce dalla toilette tutta sorridente e ipocrita: “Buonasera!”
Vorrei farle lo sgambetto mentre se ne va, in quel corridoio stretto sarebbe una mossa perfetta.
Peccato che mi sia venuto in mente troppo tardi.

Boyhood

2014 October 27
by patriziavioli

Dura due ore e quarantacinque minuti, ma li vale tutti.
Boyhood è un film bellissimo e molto particolare. La lavorazione è durata ben dodici anni, perchè il regista voleva narrare la vita del protagonista, dai 6 ai 18 anni, nello stile più veritiero possibile. Quindi ogni anno, ogni estate, ha riunito la stessa troupe per girare un ulteriore spezzone del film.
Gli adulti sono ovviamente invecchiati e i ragazzi sono diventati adolescenti e poi adulti.
La storia, che si svolge in Texas, è quella di Mason e della sua famiglia.
Ci sono padre e madre (Patricia Arquette ed Ethan Hawke), diventati genitori troppo giovani. Hanno divorziato e i loro figli Mason e la sorella, vengono trascinati dalla madre in nuove realtà famigliari, con infiniti traslochi e ambientamenti vari, a rischio bullismo, in nuove scuole.
L’aspetto straordinario di questo film è la narrazione realistica, senz’altro ottenuta grazie alla continuità degli attori, ma anche al talento del regista che è riuscito a coinvolgere, commuovere, scandalizzare e far sorridere, senza appesantire mai.
Senza drammatizzare, senza il bisogno di sottolineare nulla. Mostra, ad esempio, degli aspetti molto sbagliati nella gestione del divorzio dei genitori, senza prendere le difese o attribuire colpe.
E questa neutralità così incisiva rende ancora più forte il messaggio del film.
Enfatizza gli errori che gli adulti compiono nei confronti dei ragazzi, cercando di fare invece del proprio meglio.
Sbagliando spesso non solo per egoismo, ma perchè la vita è sempre complicata. Chi ha figli si rispecchia in questa pellicola e spera con tutto il cuore che Mason cresca equilibrato anche se ha avuto un padre troppo infantile, una madre con un pessimo gusto nel scegliersi i fidanzati, una sorella prevaricatrice e un nonno acquisito che, per il diciottesimo, gli regala un bel fucile.
Ci sono dettagli molto americani che fanno tirare un sospiro di sollievo e pensare:
“Beh, almeno quella stupidata lì noi non la facciamo! Non siamo mica texani!”
A parte questo, per chi ha dei figli adolescenti è una rimpatriata. Un film toccante che mostra molti degli errori che nell’educazione non si dovrebbero proprio fare, ma si fanno. Capita di sbagliare, ma c’è un messaggio di speranza.
Alla fine comunque i ragazzi crescono e se si sentono amati le cose, un po’, magari, si possono anche rimediare.

Life changing experience

2014 October 24
by patriziavioli

Non volevo farlo, avevo paura. Forse perchè sapevo sentivo che sarebbe stato un punto di svolta. Per tutta la vita ho lottato con i capelli ricci. Per tutta la vita ho invidiato oltre alle filippine e tutte le donne orientali quelle con la chioma a spaghetto.
Quelle che possono uscire con la pioggia e fregarsene dell’umidità.
Quelle che non hanno mai comprato una piastra.
Quelle a cui stanno bene i capelli al mare.
Quelle che comprano gli shampo volumizzanti.
Quelle che possono sperimentare nuovi tagli.
Quelle che vanno a letto senza dover legare, imprigionare la chioma in una coda.
Ma ora non è più così.
Perchè circa un mese fa, parlando con una nuova amica le ho fatto un complimento riguardo ai suoi capelli, lucidi, lisci e belli, dicendo “Ah, tu sei fortunata…”ma lei mi ha svelato l’inghippo. Madre natura era stata stronza anche con lei. Il suo segreto si chiama: stiratura all’agave.
Naturale, come quella alla formaldeide, cancerogena, non come la cheratina che ti fa perdere una sacco di capelli…
Ci ho pensato per un mese e poi l’altro giorno sono andata e ora sono una donna nuova.
Una che non vede l’ora che scenda un po’ di nebbia per stare fuori tutto il giorno a sfidare l’umidità.
Una che la settimana prossima si farà forse un taglio un po’ scalato!
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